La tecarterapia è una terapia fisica erogata dal Centro Massofisioterapico Laura Coltro ad Arcore (MB), impiegata nella patologia traumatologica non chirurgica e nella terapia del dolore e delle sue cause.
A differenza delle terapie che portano energia dall’esterno, la tecarterapia richiama energia dall’interno delle biostrutture.
Attiva così tre effetti biologici — biostimolazione, microiperemia e ipertermia endogena — in modo omogeneo sia in superficie sia in profondità.

La tecarterapia è indicata nel trattamento delle lesioni muscolo-scheletriche, come tendiniti, borsiti, strappi muscolari e stiramenti, e nel trattamento di patologie articolari.

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Nota informativa


Le informazioni di questa pagina hanno finalità informativa e non sostituiscono la valutazione di un medico. L’indicazione al trattamento, il numero di sedute e i parametri di erogazione sono definiti caso per caso dal personale del Centro Massofisioterapico Laura Coltro dopo una valutazione individuale.

Come si svolge una seduta di tecarterapia


Il paziente si sdraia sul lettino con la zona da trattare scoperta.
L’operatore applica una crema conduttiva e posiziona una piastra di ritorno sotto la zona interessata.
Il manipolo viene poi mosso lentamente sulla pelle, in modalità capacitiva o resistiva a seconda del tessuto da raggiungere: la modalità capacitiva agisce sui tessuti molli, quella resistiva sui tessuti a maggiore resistenza come ossa, tendini e articolazioni.
Durante l’applicazione il paziente percepisce un calore progressivo e ben tollerato: va segnalato subito se il calore diventa eccessivo.
Al termine non è previsto alcun tempo di recupero e si può riprendere la normale attività.

Domande frequenti sulla tecarterapia

La tecarterapia è indicata nel trattamento delle lesioni muscolo-scheletriche — tendiniti, borsiti, strappi muscolari e stiramenti — e nel trattamento di patologie articolari. L’indicazione al trattamento viene sempre valutata caso per caso.

La modalità capacitiva agisce principalmente sui tessuti molli, come la muscolatura. La modalità resistiva agisce sui tessuti a maggiore resistenza elettrica, come ossa, tendini e articolazioni. La scelta viene fatta dall’operatore in base al tessuto da raggiungere.

Sì. Durante l’applicazione il paziente percepisce un calore progressivo, prodotto dall’interno dei tessuti (ipertermia endogena). Il calore deve restare ben tollerato: se diventa eccessivo va segnalato subito all’operatore.